Figli e figliastri

In News by Maria Regina Silvia Garau

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A chi figli e a chi figliastri, cambiano le casacche ma la sinfonia è la stessa.

I Municipi quale peso hanno per questa amministrazione?

NESSUNO

Con una letterina  inviata tramite  protocollo web,  avente per oggetto : modalità operative per la registrazione delle dichiarazioni di “convivenza di fatto” previste dalla L. 20/05/2016, n. 76 art. 1 comma 36 – 49, il direttore dell’anagrafe,  illustra e decentra  le nuove competenze  “ agli operatori di sportello “ Municipali a quella “manovalanza” che a breve sostituirà anche le funzioni della tesoreria, consentendo un notevole risparmio al Comune di Roma.

Curioso il metodo utilizzato anche per le cancellazioni anagrafiche e le procedure degli irreperibili, materia di competenza Municipale fino a tutto il 2016 poi passate all’anagrafe centrale con la presunzione che tutti i procedimenti sarebbero stati evasi da solo due unità, purtroppo ciò si è rilevato inattuabile tanto che le competenze sono rientrate in parte ai Municipi.

Curioso che il direttore si sostituisca come ufficiale di Anagrafe in procedimenti incominciati da altri ufficiali di Anagrafe e che vengono poi conclusi da quest’ultimi.

Peccato che ciò comporta un dispendio di energie e tempo per gli Ufficiali di anagrafe che devono ricercare tramite protocollo web e  sistema aggior chi ha aperto il procedimento.

Curioso che non si sappia che il procedimento e l’atto finale  in materia di anagrafe e stato civile  rimane in capo all’ufficiale di Anagrafe.

Peccato che al direttore dell’anagrafe sia sfuggito ancora  il pagamento delle competenze dovute al personale che opera a via Petroselli 50

Peccato che non è cambiato nulla rispetto a prima, se non l’orario.

Peccato che nei Municipi non esistono o non si possono utilizzare dispositivi informatici per agevolare e snellire le procedure.

Peccato che non esiste nessuna voce in bilancio che prevede l’acquisto di strumenti informatici.

Sovente l’unica forma di apprendimento è l’esperienza e le istruzioni fornite dai colleghi più competenti ed esperti, e l’auto formazione.

Le limitazioni all’accesso di determinati servizi, esclusivi degli “operatori” di via Petroselli 50 comporta un dispendio di forze e energie tra impiegato e cittadino rimpallato da un luogo all’altro.

Giova ricordare al datore di lavoro che stiamo parlando di materia delegata e che occorre procedere ad una idonea formazione del personale, e che al corso di abilitazione alle funzioni di Ufficiale di

Stato di Civile indetto dal Ministero,  numerosi lavoratori delle sedi Municipali, sono rimasti esclusi, scavalcati anche da chi non ha mai svolto tali funzioni perché magari impiegato in altro ruolo e perché se ne è sottostimato il numero di partecipanti da formare, come è accaduto per le macchine che rilasciano le CIE.

Peccato che la firma digitale è prevista solo per i dirigenti e non per gli Ufficiali di stato Civile.

Peccato che quasi in nessun Municipio esiste una casella di posta elettronica certificata dedicata allo Stato Civile, neanche per chi ha da anni decentrato tale servizio, Nascite , Matrimoni e Morte.

Peccato che Roma Capitale rimanga uno dei pochi comuni a mantenere accentrato servizi che potrebbero essere a portata del cittadino come nascite, unioni civili, cittadinanze, prenotazioni sale di rappresentanza.

Peccato che non sia facoltà dei Municipi poter istituire nuove case Comunali per la celebrazione dei matrimoni.

Per tutto quello sopra menzionato, perché nulla cambia i lavoratori del settore demografico continuano con lo stato di agitazione e chiedono un immediato incontro con la controparte.