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Dopo un’analisi attenta della questione in oggetto e successivamente ad una lettura approfondita della normativa di riferimento siamo giunti finalmente ad una conclusione che risulta essere sotto alcuni aspetti difforme rispetto a quella prospettata da altri colleghi collegati a varie sigle sindacali e che hanno proposto, raccolto firme e mandati, e depositati dei ricorsi di massa.

Gli avvocati suddetti in gran parte dei casi, infatti, invitavano i dipendenti del Comune di Roma Capitale ad aderire al Ricorso innanzi al Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro, in quanto gli stessi risultano essere “attualmente fermi, dopo gli anni 2009-2010, ai livelli economici B1, B2, B3, B4, B5, B6 (categoria B), C1, C2, C3, C4 (categoria C), D1, D2, D3, D4, D5 (categoria D)”, potendo proporre il ricorso PEO per il riconoscimento in favore dei dipendenti delle progressioni economiche spettanti, già con decorrenza dal 01.01.2011.

Difatti dal 1 gennaio 2011 ad oggi, e cioè da oltre 5 anni, tutti i dipendenti pubblici non dirigenti, tra i quali quelli di Roma Capitale, sono fermi al livello economico già acquisito entro il 31 dicembre 2010. Le c.d. PEO, infatti, sono state bloccate dal Governo Monti con la L. finanziaria del 2010, con la quale il Governo bloccò nel 2011, 2012 e fino al 2013 qualsiasi tipo di progressione orizzontale. Tale limite sarà poi confermato dal Governo Renzi fino a tutto il 2014 e successivamente fino a tutto il 2015.

La Giunta Marino, nondimeno, assecondando le disposizioni del Governo, in data 1 gennaio 2015 adottava il CCDI, anch’esso modificativo in peius della disciplina delle PEO.

Alcuni avvocati dei sindacati ritengono che il problema PEO sia rappresentato da tale contrattazione integrativa del Comune di Roma, ma la stessa rappresenta un problema solo secondario (il CCDI può essere disapplicato dall’AGO se illegittimo) rispetto a quello principale. Difatti, i limiti PEO sono ancora attivi nell’ambito della legislazione nazionale, o meglio, sono ancora parzialmente attivi.

E’ vero infatti che dal 1 gennaio 2016, il legislatore nazionale (governo Renzi) non ha confermato il limite PEO previsto per gli anni precedenti – sbloccandoli implicitamente dal 2016 in poi – ma è altrettanto vero che non tutti i limiti sono venuti meno ai fini di tale riconoscimento di carriera.

Infatti, tale “sblocco” implicito – a differenza da quanto sostenuto da alcuni colleghi del sindacato – non significa riconoscimenti “a pioggia” di benefici giuridici ed economici in favore di tutto il personale pubblico non dirigente, bensì la sola possibilità – A CHI NE ABBIA DIRITTO – di poter progredire all’interno della categoria di appartenenza.

Le progressioni in oggetto infatti NON sono automatiche ed accessibili a tutti, in quanto i lavoratori per avere tale riconoscimento devono rispettare alcuni requisiti e presupposti, ovvero:

– Almeno 2 anni di servizio nella qualifica di appartenenza;

Valutazioni positive da parte del dirigente (schede di valutazione) dal 01.01.2011 alla data odierna, per gli anni che non sono disponibili, domanda protocollata al Comune di Roma con richiesta delle schede mancanti, (NATURALMENTE IL DIRITTO NON POTRA’ ESSERE FATTO VALERE INNANZI AL GIUDICE DEL LAVORO IN PRESENZA DI UNA SCHEDA DI VALUTAZIONE NEGATIVA);

Titoli e competenze acquisite;

– Eventuali ed ulteriori requisiti previsti dai regolamenti interni di Roma Capitale in relazione alle PEO.

Pertanto, solo il personale con tali requisiti potrebbe avere il diritto alla progressione orizzontale e non chiunque abbia interesse.

Inoltre – e questo rappresenta l’aspetto principale della questione – qualora il giudice a seguito della presentazione del ricorso dovesse accertare il diritto del singolo lavoratore alle progressioni di carriera per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015, tale riconoscimento, secondo le disposizioni di legge attualmente in vigore, avrebbe SOLO ED ESCLUSIVAMENTE EFFETTI GIURIDICI E NON ECONOMICI, ESSENDO quindi ESCLUSI SUCCESSIVI RECUPERI DA PARTE DEL LAVORATORE (ex art.9, comma 21 del D.L. 31 maggio 2010, n.78). Per questi motivi, il ricorso PEO potrebbe essere proposto solo dai dipendenti in possesso dei requisiti utili per la progressione (secondo quanto stabilito dal regolamento interno del Comune) al fine di chiedere al giudice del Lavoro l’accertamento del diritto alla progressione orizzontale in carriera sin dall’anno 2011 – con i relativi effetti giudici – e il riconoscimento delle differenze retributive solo dall’anno 2016 in poi.

L’unico modo per tentare di avere il riconoscimento economico anche per gli anni trascorsi (2011 – 2015), sarebbe quello di rilevare incidentalmente questione costituzionale innanzi alla Corte Costituzionale per far dichiarare illegittima la suddetta disposizione di legge in quanto ingiustamente dannosa e discriminatoria per i dipendenti.

Infine, contestualmente a tale ricorso, si potrebbe anche chiedere al Giudice del Lavoro – in quanto ormai orientamento pacifico in giurisprudenza nazionale e sovranazionale – il riconoscimento in favore del lavoratore ricorrente dell’anzianità di servizio sin dal momento dell’assunzione dello stesso presso Roma Capitale con contratto a termine – utile sia ai fini PEO, nonché ex se – in base al principio di non discriminazione sancito dalle sentenze della Corte Europea e da varie sentenze della C.A. di Roma.

In conclusione, quindi, schematicamente si riassume l’oggetto del ricorso innanzi al Tribunale di Roma, sez. Lavoro che si potrebbe intraprendere:

a) Richiesta riconoscimento diritto PEO dal 2011 al 2016 con effetti giuridici ed economici;

b) Riconoscimento diritto anzianità di servizio sin dall’assunzione presso Roma Capitale con contratto a termine;

I sottoscritti ci tengono ad evidenziare che il nostro non sarà un ricorso cumulativo, anzi non siamo d’accordo sul fare un ricorso cumulativo, ma sarà un ricorso personale per ogni lavoratore e che verrà considerato singolarmente per ciascun lavoratore.

Inoltre ai sottoscritti serve la seguente documentazione:

• Copia Documento Identità e Codice Fiscale;
• Ultima Dichiarazione dei redditi;
• Ultime tre buste paga;
• Contratto di nomina in ruolo o di nuovo inquadramento;
• Schede di valutazione dei Dirigenti Responsabili dal 01.01.2011 alla data odierna;
• Domanda protocollata al Comune di Roma con richiesta delle schede di valutazione per gli anni
mancanti.